Lungo il vecchio confine Austro-Ungarico

LUNGO LA VIA DELLA GRANDE GUERRA

ITINERARIO: Moerna (992 m) – Bocca Cocca (1327 m) – Bocca di Valle (1392 m) – Bocca di Cablone (1755 m) – Malga Tombea (1825 m) – Cima Rest (1200 m)

Tempi di percorrenza: 6,15 h

Difficoltà: EE

Dislivello: in salita (Moerna – Malga Tombea) 833m., in discesa (Malga Tombea – Cima Rest) 625m.

Percorrenza: Trekking

Il Percorso: L’itinerario storico n. 3, pur non presentando particolari difficoltà, si caratterizza per un lungo tempo di percorrenza (circa 7 ore ca.); per questo è consigliabile effettuare l’escursione in due giornate, alloggiando presso i fienili di Cima Rest o il campeggio di Moerna e utilizzando gli altri sentieri della Valle per il ritorno.
Partendo dal parcheggio situato a ridosso dell’abitato di Moerna (Comune di Valvestino) a quota 992 m. nei pressi del Centro Turistico S. Rocco, si sale a fianco del cimitero lungo la strada asfaltata (segnavia CAI n°76); al termine di essa si prosegue, verso destra, lungo la carrareccia che, attraverso un incantevole bosco di faggi ci porta, dopo circa 30 minuti, a Bocca Cocca (1327m.).
Da lì si prosegue, lungo una mulattiera di agevole percorrenza (segnavia CAI n°75), attraverso rocce ed anse della cresta montuosa, fino a Bocca di Valle (1392m.) fiancheggiando la corona lungo la mulattiera.
Qui gli stupendi panorami che si aprono sotto gli occhi mostrano, nelle giornate limpide, scorci del Lago di Garda, del Lago d’Idro e dei boschi della Valvestino.
Nel giro di poco più di un’ora si raggiunge quindi Bocca di Cablone (1755m.), dove ci si immette nella strada costruita a scopi militari lungo la quale è possibile notare le numerose gallerie delle postazioni scavate sui fianchi della roccia.
Lasciandoci sulla destra altri resti di un vecchio accampamento e di una teleferica abbandonata si giunge poi all’altopiano erboso nei pressi della Malga Tombea (1825m.).
Poche decine di metri oltre la malga si svolta a destra (segnavia CAI n°66) per scendere attraverso i pascoli verso l’altopiano di Rest. Dopo circa 20 minuti, la carrareccia diviene sentiero e di lì a poco entra, a fasi alterne, nella boscaglia; allo sbocco sulla carrareccia (segnastrada CAI n. 69) si prende a destra per scendere a Malga Casina ed ancora a Malga Alvezza (1.266 m). In pochi minuti, si raggiunge da qui la cappellina dedicata ai caduti e, svoltando a sinistra per la strada asfaltata, si raggiunge a breve il Museo Etnografico della Valvestino in Loc. Cima Rest (1.200 m). Attorno, i caratteristici fienili di Rest e lo spettacolo della Valle.

Non solo storia

Chi percorre il tracciato potrà percepire, con rara completezza, il paesaggio e la natura dell’entroterra del Parco Alto Garda Bresciano. Particolarmente significative sono le vedute sulle formazioni montuose dell’entroterra, sulle porzioni rocciose delle alture, sui caratteristici borghi di Cadria, Magasa, Armo, Bollone, Moerna, Persone e Turano (testimonianze esemplari di borghi costituitisi da «architettura spontanea»), nonché preziosi scorci del Lago di Garda e del Lago d’Idro. Dalle sommità più elevate è inoltre possibile cogliere panoramiche delle catene prealpine ed alpine di Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.

Percorrere una mulattiera di origine militare significa rievocare alla memoria le attività di belligeranza di un tempo, percepire quanto «la guerra» cambiasse la vita dei borghi e ne coinvolgesse le energie. Raggiungendo i punti panoramici e di vario interesse, si possono visitare antichi depositi militari scavati nella roccia, trincee e postazioni strategiche realizzate in muratura o scavate nel terreno, toccare con mano ciò che resta della stazione di monte di una teleferica; osservare verso Nord quello che un tempo era il territorio dell’Impero Austro-Ungarico, di cui la Valvestino costituiva il lembo estremo, scorgere in lontananza le vette che costituiscono l’attuale confine con l’Austria.

La Val Vestino e la Prima Guerra Mondiale

Il 2 agosto 1914 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia e anche i valvestinesi italiani, in quanto sudditi dell’Impero Austro Ungarico, furono richiamati alle armi.

Il 24 maggio 1915, tuttavia, l’ Italia dichiarava guerra all’Austria e la Valvestino, lasciata a se stessa dai militari e dai gendarmi austriaci, fu rapidamente occupata.

Appena insidiatisi, i militari italiani si preoccuparono di fortificare la zona. Il Comando dell’esercito fece scavare trincee munite di reticolati, rifugi e altre opere di difesa dalla cresta del monte Stino a Bocca Cocca, dalla cresta del Cingolo Rosso a Bocca Valle e da questa a tutta la cresta del monte Tombea.

Nella zona si insediarono inoltre un posto di Finanza a Moerna e uno a Persone e due stazioni dei Carabinieri a Turano e a Magasa. Per collegare i nuovi presidi vennero realizzate una serie di strade: una carreggiabile che collegava Idro con Capovalle, Moerna, Persone, Bocca Caplone, Bondone e Lago d’Idro e un’altra che da Moerna portava a Bocca Cocca e Calva; delle mulattiere che consentivano di passare da Capovalle a Stino a Bocca Cocca a Bocca Valle e dai prati di Magasa a Puria e Tremosine. Il Comando Militare fece anche iniziare i lavori per una carreggiabile Toscolano – Molino di Bollone. La costruzione di quest’ultima strada, che avrebbe potuto costituire un’importante stimolo per l’economia della valle, fu però affidata ai prigionieri di guerra e non fu completata. Una linea telefonica allacciò invece Capovalle e Storo.

Dal punto di vista militare la Val Vestino durante la guerra dipendeva da un comandante che risiedeva sul monte Stino, mentre il governo civile era affidato a un Commissario di stanza a Storo.

Terminata la Grande Guerra la regione legò le sue sorti a quelle dello stato italiano in modo definitivo.