Sulle tracce degli animali

SULLE TRACCE DEGLI ANIMALI

Percorso naturalistico n. 2

ITINERARIO: Cadria (943 m) – Passo della Puria (1374 m) – Cascina Nuova (1194 m) – Cadria (943 m)

Tempo di percorrenza: 4,00 h

Dislivello: 430 m.

Percorrenza: Bike and Trekking

Difficoltà: E

Il Percorso: Lasciata l’auto all’ingresso di Cadria, imbocchiamo subito a sinistra la stradina che ci porta dapprima a scendere fino al Torrente Proalio, e poi a risalire, in un bosco ombroso ricco di faggi, fino alla località omonima. Di lì, percorrendo il versante settentrionale della Valle dell’Era, si raggiunge la Malga della Puria di Tignale (h 1,30).
Puria venne rimboschita negli anni Settanta dall’Azienda di Stato delle Foreste Demaniali, e venne impiegata una specie, l’abete greco, appunto, che ha dato dei risultati finora decisamente favorevoli, qui, come nelle altre zone in cui è stata impiegata (Droane di Valvestino e Val di Campiglio sopra Toscolano). Superata la Malga di Puria, se non si intende salire al passo della Puria, si procede lungo la strada in direzione sud e si raggiunge il Passo di Scarpapè (1242mt). Da dove parte il sentiero per la V. Tignalga. Noi continuiamo per raggiungere la Cascina Puria Nuova. Utilizzata come casa forestale al servizio del demanio, merita senz’altro una sosta: dietro la cascina si possono infatti salire alcuni gradini raggiungendo un “palchetto” dal quale, nelle giornate limpide, risulta spettacolare la visione della testata della Val Droanello. Prendendo la pista forestale che scende appena al di sotto della Cascina Nuova, si attraversa una pineta silvestre e si giunge ai ruderi della cascina Val del Porsél, coronati da alcuni annosi faggi (h 1.00). A questo punto conviene fare una deviazione per raggiungere, in pochi minuti, la cascina di Marànch. Dietro la casa si erge una splendida pianta di carpino, insieme ad altrettanto maestosi esemplari di faggio e frassino maggiore. Tornati sui nostri passi, in prossimità dei ruderi già incontrati, prendiamo il sentiero che in salita lambisce l’abbeveratoio e, in poco più di mezzora ci riporta alla strada che sale da Cadria, alla quale possiamo così agevolmente tornare (h 1.30 – h 4.00).

La fauna del Parco Alto Garda Bresciano è estremamente varia e di notevole interesse. Infatti, grazie ad una morfologia particolarmente movimentata e ad un notevole gradiente altitudinale, si possono incontrare tipici elementi della fauna boreale alpina (gallo cedrone, civetta nana, civetta capogrosso) insediati a breve distanza da specie nettamente più termofile (biancone, occhietto, bigia padovana), se non tipicamente mediterranee. Accade infatti che nel periodo autunnale degli amori, verso la fine della giornata si possa udire il bramito del cervo. La popolazione di questo animale, alcuni anni fa ridotta a pochi individui, è in costante aumento all’interno della foresta Demaniale Gardesana Occidentale.
Passeggiando tra le radure ed il margine del bosco può capitare di incontrare il capriolo, il più elegante degli Ungulati.
Alle quote più elevate, sopra il margine superiore del bosco, è possibile avvistare lo stambecco. Un intervento di reintroduzione effettuato dall’Azienda Regionale delle Foreste.
L’elenco delle specie che si possono incontrare nel corso di un’escursione in Valvestino è molto lungo essendo stata accertata la presenza di oltre 150 specie.

I siti di importanza comunitaria Valvestino e Corno della Marogna

L’Unione Europea ha riconosciuto, con l’istituzione di un sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), il grande valore naturalistico della Valvestino. In questo contesto E.R.S.A.F. e la Comunità Montana Parco stanno realizzando interventi di riqualificazione della biocenosi (Progetto LIFE-UE). Gli interventi previsti, classificabili come miglioramenti ambientali, hanno l’obiettivo di rallentare il dinamismo vegetazionale in atto negli ex prato-pascoli e di aumentare le superfici di margine tra pascoli e foresta, per migliorare la biodiversità locale, favorendo così anche il successo riproduttivo di specie localmente minacciate.

Scatti: ERSAF