Progetti didattici

PROGETTI DIDATTICI – Ecomuseo della Valvestino

Novit√† 2019/2020 Val Vestino su catalogoūüďĖ e sitoūüíĽ Didatour per farsi conoscere nel mondo della scuola e promuoversi come meta di turismo scolastico http://www.didatour.it/gita-scolastica/ecomuseo-della-valvestino/

Camminare in tutta sicurezza con un accompagnatore di media montagna facendo lezione a cielo aperto, immersi nella natura, mediante l‚Äôillustrazione di aspetti naturalistici, storici ed etnografici. Avvicinarsi ai lavori di un tempo visitando l‚Äôantica calchera, scoprendo il¬†‚Äúmestiere‚ÄĚ del botanico, imparando come si realizza il formaggio Tombea. Cenare in rifugio e dormire in un fienile insieme ai propri compagni di classe (ma non prima di aver rimirato le stelle all‚ÄôOsservatorio astronomico!).

‚ÄúGli ecomusei sono uno specchio dove la popolazione si guarda, per riconoscersi in esso, dove cerca spiegazioni del territorio al quale √® legata, unite a quelle delle popolazioni che l’hanno precuduta, nella discontinuit√† o nella continuit√† delle generazioni. Uno specchio che la popolazione tende ai suoi ospiti, per farsi meglio comprendere‚ÄĚ.

¬†La finalit√† di conoscenza del proprio territorio capitanata dagli ecomusei ha come scopo la divulgazione e condivisione dei valori scoperti. La corsia preferenziale per diffondere tale patrimonio, materiale ed immateriale, formato da tradizioni e saperi, storia ed oggetti, luoghi e sapori sono i progetti didattici che con le attivit√† proposte facilitano la trasmissione di una ricchezza dal valore, sempre pi√Ļ, inestimabile

In alcuni contesti, le visite sono impreziosite dalla partecipazione di ‚Äútesori viventi‚ÄĚ che, attraverso i loro racconti, comunicano saperi ed esperienze per meglio comprendere ed apprezzare l’ambiente visitato.

Le offerte didattiche articolate in pi√Ļ giornate permettono di entrare in contatto in modo profondo, approfondito con ambienti e temi suggeriti dall’Ecomuseo.

 Vi attendiamo in Val Vestino!

LA MEMORIA VIVE NEL PRESENTE: LE STRUTTURE MUSEALI

_Osservatorio astronomico dove è possibile scrutare il cielo notturno al riparo da inquinamento atmosferico e luminoso;

_Museo Botanico ‚ÄúDon Pietro Porta‚ÄĚ dedicato al lavoro di ricerca dell‚Äôillustre botanico originario della Valvestino. La luce, la grafica ricercata, i filmati e le scenografie contribuiscono a rendere questo museo davvero coinvolgente;

_Museo del Latte, ex caseificio turnario, recentemente allestito con strumenti specifici che mostrano la lavorazione e le trasformazioni tradizionali del latte mediante il recupero delle attrezzature originarie e la predisposizione di pannelli didattico-informativi;

_Mulino ad acqua dove i valligiani macinavano granoturco, frumento e orzo. Recentemente recuperato, conserva intatte le caratteristiche tipologiche e le attrezzature;

_ Segheria Veneziana risale al 1913. Segava il legname per ricavarne tavole e travi;

_Calchera, necessaria per produrre la calce viva cuocendo le pietre calcaree estratte dalle rocce del luogo;

_Museo Etnografico offre la possibilità a chi osserva di ricostruire il passato del territorio grazie alla presenza di strumenti di lavoro agricolo, artigianale e caseario.

PROGETTO DIDATTICO
¬†‚ÄúAlla Scoperta di Cima Rest‚ÄĚ

Gita di 1 giorno

Cima Rest si trova in posizione panoramica nel cuore di Val Vestino, nel Parco dell’Alto Garda Bresciano. √ą un luogo dove la natura e l’uomo convivono da secoli e hanno trovato uno splendido equilibrio. Gli alpeggi sono punteggiati da caratteristici FIENILI CON TETTI IN PAGLIA, uno di questi √® stato adibito a museo etnografico. I fienili, con tetti di paglia dai ripidissimi spioventi, sono stati restaurati e riadattati per l‚Äôospitalit√† del turista.

¬†Sono del tutto peculiari, poich√® il tetto √® realizzato con steli di cereali e rappresentano attualmente l’unico esempio conosciuto di edificio con tetto in paglia ancora presente in Lombardia.

Si tratta di una struttura originale, documentata a partire da inizio ‘600, sulla quale sono state fatte pi√Ļ ipotesi. C’√® chi la vuole molto antica, forse pre-longobarda. Altri indicano analogie trentine ampiamente documentate ancora nell’800. C’√® chi propone influenze austriache (Carinzia e Stiria) e di regioni asburgiche orientali (dall’Ungheria alla Bosnia), soprattutto per la particolare intravatura del tetto. Ipotesi, peraltro, fra loro tutte compatibili per il comune passato storico e i rapporti tra questi luoghi anche lontani: emigrazione e servizio militare, ad esempio, per restare ai secoli moderni.

Ogni fienile era composto al piano terreno da una stanza d’abitazione, stalla, ‚Äúcasina‚ÄĚ per lavorazione del latte, al piano superiore dal fienile collegato alla sottostante stalla da una botola per lasciar cadere il fieno. Costruiti a ridosso del paese, in zone prative adatte al pascolo e alla raccolta del foraggio, erano quindi strutturati in modo tale da provvedere a tutte le esigenze della famiglia, dalla stalla, all’abitazione per il proprietario, dal locale per la lavorazione del latte, al fienile propriamente detto, situato sopra la stalla.

L’edificio √® costruito con muri di pietra a secco protetti dai due spioventi del tetto. La copertura √® in paglia di frumento, ‚ÄúGentil ross‚ÄĚ, che veniva coltivato un tempo a queste altezze in una qualit√†, con lo stelo lungo, resistente ed elastico.

Ore 10:00           Arrivo presso borgo Cima Rest e visita al MUSEO ETNOGRAFICO della VALVESTINO

L’immobile rappresenta un esemplare recupero di edificazione ad alta valenza caratteristica: si tratta infatti di una tipologia geograficamente assai poco diffusa e propriamente rappresentativa della zona.

La scelta delle modalit√† di presentazione degli oggetti esposti √® differenziata in tre ambiti espositivi principali: il fienile al piano superiore, la stalla al piano inferiore e la ‚Äúcasera‚ÄĚ al fondo del piano terra.

I beni mobili divenuti oggetto dell’allestimento, sono stati individuati nel territorio della Val Vestino e sono costituiti per larga parte da strumenti di lavoro agricolo, artigianale e caseario: a titolo esemplificativo si citano le ‚Äúslitte‚ÄĚ per il trasporto del legname, gli attrezzi volti alla produzione di formaggio, le attrezzature per la lavorazione del legno, per la coltivazione dei campi e per la realizzazione/conduzione dei fienili e delle strutture legate all’attivit√† della pastorizia.

Si entra a far parte di un ‚Äúluogo della memoria‚ÄĚ. Il Museo racconta la storia e le tradizioni che hanno plasmato il territorio. La vita delle nostre comunit√† in passato era molto differente da quella di oggi. Per i nostri ragazzi √® difficile capirlo, per questo motivo la visita al Museo Etnografico di Valvestino li porter√† in un viaggio affascinante alla scoperta di quel passato, non troppo lontano.

Obiettivi dell’attivit√†:

_ Conoscere vita e mestieri di un tempo

_ Avere nozione degli strumenti di lavoro di un tempo e comprenderne l’utilit√† nel loro contesto storico, culturale e geografico

_ Sviluppare il ragionamento attraverso la deduzione dell’uso dei vari strumenti

_ Immedesimarsi nella vita quotidiana del passato

Su richiesta, sarà possibile avere supporto cartaceo di guida al museo

Ore 11:30¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Partenza ESCURSIONE GUIDATA sul territorio con illustrazione di aspetti rilevanti (naturalistici, storici, etnografici) della Valle. La natura, il bosco, gli animali: una vera e propria aula didattica all’aria aperta!

L’attivit√† prevede:

_ Conoscere flora, fauna e, pi√Ļ in generale, la natura nelle sue mille sfaccettature;

_ Riflettere sull’importanza di salvaguardare l’ambiente naturale;

_ Imparare a vivere la montagna e il bosco.

Lungo il tragitto si pranzer√† al sacco, si far√† visita ad una faggeta secolare e in MALGA per apprendere come si produce il formaggio e capire cosa significa vivere in malga e portare le mucche all’alpeggio.

Un territorio montano come quello di Val Vestino ha conosciuto e conosce l’importanza delle attivit√† connesse all’alpeggio e al mestiere del malgaro. Queste attivit√† garantiscono da un lato la produzione di latte e derivati dalle elevate caratteristiche nutrizionali; dall’altra garantiscono la manutenzione del paesaggio, il mantenimento di saperi e tradizioni e la preservazione dell’equilibrio ambientale.

La conservazione dell’autenticit√† di questi luoghi, che possono essere considerati a tutti gli effetti dei ‚Äúpaesaggi culturali‚ÄĚ, √® dovuta anche e soprattutto al contributo di questi allevatori, le cui attivit√† dalla forte valenza sociale e ambientale meritano di essere preservate e sostenute.¬†

Obiettivi didattici:

_ Conoscenza del territorio

_ Conoscenza delle attività agro-pastorali locali

_ Valorizzazione delle risorse e dei prodotti locali

_ Confronto tra passato e presente

Cosa impariamo?

_ La caseificazione tradizionale in malga

_ Vita quotidiana sulle montagne

Tra i prodotti caseari della Val Vestino, il pi√Ļ caratteristico e ricercato √® certamente il formaggio Tombea. Il formaggio Tombea, eccezionale e raro, √® vanto esclusivo della Val Vestino ed uno dei grandi giacimenti gastronomici del Bresciano. Questo prodotto di eccelsa qualit√†, viene prodotto utilizzando esclusivamente il latte delle vacche allevate negli alpeggi e nelle stalle del territorio di Val Vestino. E‚Äô un formaggio di altissimo pregio a crosta dura, che ha una limitata diffusione commerciale a causa del ridotto numero di produttori. A differenza di altri formaggi d‚Äôalpeggio, ha un gusto dolce che permette di apprezzare tutta la fragranza del latte e dei fiori di montagna. Il latte pu√≤ essere scremato solo per affioramento naturale della panna fino ad ottenere un contenuto in grasso compreso tra il 2-3%. Il latte dell’ultima mungitura pu√≤ essere aggiunto intero. La stagionatura minima √® di 120 giorni. Il Tombea, durante questo periodo, pu√≤ subire ripetuti trattamenti di pulitura della crosta ed oliatura della stessa con olio di lino. Durante la stagionatura le forme vengono periodicamente rivoltate sulle assi. Il formaggio Tombea ha una pasta dura con occhiatura piccola-media ben diffusa, dal colore da giallo paglierino a giallo intenso quando le bovine sono al pascolo. Il sapore resta sempre particolarmente delicato, gradevole, dolce con un retrogusto di vaniglia, secondo alcune interpretazioni derivato dai composti secondari di alcune orchidee, tra cui Nigritella nigra.

Ore 17:00           Partenza per fare rientro a scuola.

PROGETTO DIDATTICO
‚ÄúAntichi Mestieri‚ÄĚ

Gita di 1 giorno

Ore 9:30             Arrivo presso borgo Moerna di Valvestino

IL BOTANICO – LE MERAVIGLIE BOTANICHE DI VAL VESTINO – MUSEO DON PIETRO PORTA

Realizzato in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali di Brescia, ospita al piano superiore l‚Äôesposizione botanica di Don Pietro Porta, illustre botanico (dal quale ereditiamo uno tra gli erbari di piante bresciane pi√Ļ importanti) originario di Val Vestino con le specie vegetali locali pi√Ļ rappresentative da lui stesso raccolte.

Val Vestino √® luogo che ha visto il passaggio di numerosi illustri scopritori degli endemismi di queste montagne. Cima Tombea in particolare, √® un’hot spot, sito unico per ricchezza e diversit√† floristica a livello dell’intero arco alpino.

In questo scenario, in cui vegetano erbe uniche al mondo, i preziosi reperti raccolti da don Porta pi√Ļ di cento anni fa, costituiscono il supporto reale e materiale, a cui aggrapparsi per entrare nell’immenso spazio multidimensionale della botanica.

A seguire, visita al punto panoramico di San Rocco;

Ore 10:30¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Partenza ESCURSIONE GUIDATA con, lungo il percorso, illustrazione di aspetti rilevanti (naturalistici, storici, etnografici) della Valle. La natura, il bosco, gli animali: una vera e propria aula didattica all’aria aperta!¬†

L’attivit√† prevede:

_ Conoscere flora, fauna e, pi√Ļ in generale, la natura nelle sue mille sfaccettature;

_ Riflettere sull’importanza di salvaguardare l’ambiente naturale;

_ Imparare a vivere la montagna e il bosco.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† IL CASARO Sosta nella frazione di Persone per visitare l’ex caseificio turnario, ora MUSEO DEL LATTE. √ą stata conservata l‚Äôarchitettura dell‚Äôantico caseificio con gli oggetti e gli strumenti originali per la produzione del latte. Il caseificio ‚Äúturnario‚ÄĚ di Persone, analogamente a quelli di Armo e Moerna, √® stato costruito nei primi anni del 1900 dai soci ‚Äúallevatori‚ÄĚ che, in proporzione al bestiame posseduto, fornirono materiali e manodopera. Ciascun socio portava quotidianamente al caseificio il latte prodotto dalle proprie vacche e aveva il ‚Äúdiritto di turno‚ÄĚ, ossia di fare il formaggio in proporzione al latte fornito.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Grazie ad un comodo sentiero immerso nel bosco si raggiunge la splendida grotta naturale ‚ÄúCuel dell’Orco‚ÄĚ, chiamato cos√¨ proprio perch√® oscuro e profondo. I c√Ļei erano utilizzati in quanto in montagna per vivere, forse meglio per sopravvivere, venivano svolte attivit√† tipiche quali fienagione, taglio legna, produzione di carbone e pascolo degli animali. Per stare quindi molti giorni sui monti, era necessario trovare un posto sicuro al quale appoggiarsi per nutrirsi, dormire e ripararsi in caso di cattivo tempo.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† IL SEGANTINO E LA SEGHERIA VENEZIANA Costruita nel 1913 da Stefano Viani di Turano, la segheria ¬ęveneziana¬Ľ fu il primo impianto per la segagione del legname mai realizzato nella Valle, dove fino ad allora i tronchi venivano lavorati manualmente, con un ¬ęsegone a due manici¬Ľ. Successivamente venne acquistata dalla Societ√† Feltrinelli, che la gest√¨ fino al secondo dopoguerra, insieme ad altri impianti al Molino di Bollone e a Moerna, contribuendo in modo determinante allo sfruttamento economico delle risorse forestali della Valle, anche attraverso la realizzazione della strada che da Navazzo di Gargnano ha finalmente tolto dall‚Äôisolamento la Valvestino nel 1934 (il monumento a Giuseppe Feltrinelli eretto nelle vicinanze, in localit√† Bersaglio, costituisce ricordo e ringraziamento per questa opera).

Il segantino dei Feltrinelli, Bruno Donati, rilev√≤ la segheria dalla societ√† negli anni Cinquanta del Novecento e la fece funzionare, non pi√Ļ idraulicamente ma con energia elettrica, fino agli anni Ottanta. Dopo il suo pensionamento nessuno rilev√≤ l‚Äôattivit√†. Fu allora l‚ÄôAzienda regionale delle foreste ad acquistare l‚Äôimpianto nel 1991, con lo scopo di recuperare una memoria importante della storia forestale della Valle. Il funzionamento della segheria √® garantito dalla derivazione delle acque del torrente Toscolano, il trasporto tramite un canale ligneo sospeso e una ruota idraulica di quattro metri di diametro che imprime il movimento rotatorio all‚Äôasse. Tramite un sistema di moltiplicazione a ingranaggi e una ¬ębiella ‚Äď manovella¬Ľ vengono azionate la lama dentata e l‚Äôavanzamento del carro, i cui movimenti combinati permettono la segagione del tronco.

Ore 13:30¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Pranzo al sacco in area picnic ed esplorazione dell’area umida con antica calchera che serviva a produrre la calce viva cuocendo le pietre calcaree estratte dalle rocce del luogo: era fatta a botte, parzialmente scavata nel terreno e rivestita a secco di altro pietrame con una porticina per accendere ed alimentare il fuoco che doveva durare ininterrottamente e con costanza a 1000¬įC per circa otto giorni.

Ore 15:00¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† IL CONTADINO – L’Orto quale luogo di apprendimento, informazione (ed anche sperimentazione) che fa conoscere ed educa al cibo sano e di qualit√† nonch√© alla sostenibilit√† alimentare ed ambientale. Ogni giorno ci nutriamo, infatti, di piante e l’orto √® colmo di bellezze e scoperte che i nostri occhi, spesso distratti, non notano dandole per scontate. Si osserver√† forma e colori della semente del pregiato fagiolo della Val Vestino e si ricostruir√† il suo ciclo vitale.

                              In cammino … direzione VECCHIO MULINO AD ACQUA di Turano

IL MUGNAIO Il mulino di Turano è un singolare esempio di laboratorio di macinazione d’interesse storico, contenente ancora al proprio interno le macine originali. Era certamente attivo nel 1860, come risulta dai catasti della Provincia del Tirolo. All’interno del mulino sono osservabili i palmenti, le macine, le tramogge e una serie di pannelli illustrativi permettono di conoscere come funzionava l’impianto, come dovesse essere la vita del mugnaio e quali fossero i cereali che venivano coltivati nella Valle e quindi macinati in questo impianto.

Ore 17:00           Partenza per fare rientro a scuola.

PROGETTO DIDATTICO
‚ÄúI Pini Silvestri e la Resinazione‚ÄĚ

Gita di 1 giorno

Ore 10:00           Arrivo presso borgo Armo

               Prima di partire … Attività CONOSCERE IL SENTIERO E LA MAPPA

Verrà fornito itinerario tematico con cartina.

Le mappe sono da sempre uno strumento utilissimo perché ci mostrano il mondo intorno a noi, aiutandoci a localizzare i luoghi, a misurare le distanze e ad individuare la nostra posizione. In sostanza ci aiutano ad orientarci. Quando si parte per un viaggio è importante avere con sé una mappa del luogo. Non dobbiamo dimenticarci che non sempre c’è segnale o si ha a disposizione la connessione internet, basti pensare ad esempio ad un escursione in montagna o in qualunque ambiente naturale, perciò è importante imparare a leggere anche le mappe su carta. Per capire come leggere una mappa è prima di tutto essenziale comprendere i vari elementi che la caratterizzano e come questi possono darci degli indizi, facilitando l’orientamento. Tra questi ci sono: colori,  scala, legenda, curve di livello, punti cardinali, latitudine e longitudine.

Ore 11:00¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Partenza ESCURSIONE GUIDATA sul territorio con illustrazione di aspetti rilevanti (naturalistici, storici, etnografici) della Valle. La natura, il bosco, gli animali: una vera e propria aula didattica all’aria aperta!

L’attivit√† prevede:

_ Conoscere flora, fauna e, pi√Ļ in generale, la natura nelle sue mille sfaccettature;

_ Riflettere sull’importanza di salvaguardare l’ambiente naturale;

_ Imparare a vivere la montagna e il bosco.

 Itinerario:

¬†Armo¬†(849 m) ‚ÄstPonte Franato¬†(903 m) ‚ÄstMessane¬†(1100 m) ‚ÄstArmo¬†(849 m)

Il Percorso: Si attraversa l‚Äôabitato di Armo in direzione nord per imboccare la stradina che conduce alla valle dell‚ÄôArmarolo. Questa si addentra subito nel bosco di pino silvestre, con splendidi esemplari monumentali. Si fiancheggia il vecchio mulino ed una cascata. Un ponticello permette di passare sulla sponda sinistra dell‚ÄôArmarolo. Al successivo ponte, robusto a dispetto del nome della localit√† (‚ÄúPonte Franato‚ÄĚ, mt. 903 ‚Äď h 1,10), si incontra un bivio: la strada, costruita nel tempo della Prima Guerra Mondiale, prosegue verso sud in direzione Denai, dall‚Äôaltro versante della valle verso Messane.
E‚Äô quest‚Äôultima la direzione che prendiamo, passando poco dopo nei pressi di un lungo ‚Äúcuel‚ÄĚ che sembra scavato nella roccia. Il paesaggio si apre progressivamente sui monti della Valvestino e le case rurali di Vott. Giunti agli ampi prati di Messane (1100mt. ‚Äď h 1,00) conviene, volendo tornare al punto di partenza, prendere il sentiero in salita verso sud che si diparte dall‚Äôarea di sosta verso sinistra a lambire la malga. Il percorso √® inizialmente in leggera salita tra bei faggi mentre, la discesa che ci porter√† ad Armo (che inizia in concomitanza di un bivio con un sentiero in salita che porta ad un casotto), attraversa di nuovo la pineta silvestre. Su alcuni di questi alberi si notano i segni incisi risalenti a quando si praticava la raccolta della resina (h 0,50). Lungo il tragitto si pranzer√† al sacco.

Il bosco di pino silvestre (pinus sylvestris) che sovrasta Armo è di probabile origine artificiale, frutto di un rimboschimento effettuato dall’amministrazione austro-ungarica nei primi anni del Novecento.

Lo scopo dell’impianto si intuisce incamminandosi fra gli alberi ed avvertendo ancora qua e là, sotto i piedi, le mobili ghiaie ormai rinsaldate, che dovevano fasciare il versante occidentale del Monte Pralta, minacciando la frazione sottostante ad ogni temporale. Si può dire, a distanza di anni, che il rimboschimento di protezione è perfettamente riuscito. La pineta sta ora evolvendo abbastanza rapidamente verso una formazione mista, con una crescente percentuale di latifoglie termofile e mesofile. E’ probabile che, se non interverranno traumi (incendi, schianti ecc. ) tra qualche decennio il pino sarà relegato ad un ruolo accessorio e l’origine artificiale del bosco diverrà illeggibile.

I pini di Armo portano impressa nella corteccia la testimonianza ancora visibile di una pratica ormai perduta, relegata fra i ricordi di quel tempo in cui dal bosco si prelevava tutto quanto era possibile sfruttare. Così avveniva per la RESINA, prezioso composto prima dell’avvento della chimica organica.

La tecnica di estrazione √® facilmente immaginabile osservando i segni non del tutto cicatrizzati che questa pratica ha lasciato: veniva usato il metodo detto a ‚Äúspina di pesce‚ÄĚ, attuato mediante incisioni a V profonde un cm circa sul legno librato dalla corteccia. Alla base delle incisioni il liquido riempiva piccoli recipienti dai quali veniva periodicamente raccolto. I Pini di Armo hanno subito un solo ciclo di resinazione, su un lato dell‚Äôalbero. Il Procedimento completo, prevedeva invece l‚Äôincisione anche sugli altri lati, secondo intervalli, di circa cinque anni.

La Valvestino doveva essere una discreta produttrice di trementina. Giuseppe Zeni, profondo conoscitore di questa terra, racconta di un commercio fiorente con la vicina Repubblica Veneta, che impiegava la resina nella manutenzione della propria flotta, e suggerisce l’ipotesi suggestiva dell’origine del toponimo fornèl, intercluso nella foresta demaniale sulla destra idrografica della Val Droanello, attribuendola alla presenza di un impianto per la raffinazione della resina finalizzata ad ottenere la trementina.

Se l’ipotesi è attendibile non è da escludere che a fianco della raffineria di trementina vi fosse anche un impianto di distillazione secca del legno per la produzione di pece navale (pece nera) che veniva usata proprio per calafatare le navi.

Il pino silvestre (pinus sylvestris)

Questa specie pu√≤ vivere a lungo, esige molta luce, vegeta anche in terreni poco fertili e colonizza spesso le aree rupestri. Forma boschi aperti e chiari di soli pini oppure si ritrova frammisto, secondo le quote, con latifoglie o con conifere. Il Pino silvestre ha una notevole importanza forestale anche per il suo potere di migliorare i terreni pi√Ļ poveri.

Il Pino Silvestre pu√≤ raggiungere i 35‚Äď40 metri di altezza; la sua chioma √® leggera, spesso irregolare con tendenza alla forma a ombrello nella vecchiaia; le ramificazioni sono grosse e irregolari. La corteccia √® color rosso arancio nelle piante giovani, successivamente diventa rosso grigiastra fessurata in placche. Gli aghi sono persistenti, di colore verde chiaro, riuniti a 2 e lunghi da circa 5 a 7 cm. Le pigne sono coniche, lunghe 4-6 cm. circa, con breve peduncolo curvo. Assumono un colore grigio ‚Äď bruno alla maturit√†.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Su richiesta, un operatore del Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi esplicher√† valore e meccanismo della piantumazione e, coadiuvato da alunni e insegnanti, PIANTER√Ä UN ESEMPLARE DI PINO sul quale verr√† apposta targa recante nome dell’Istituto Scolastico e delle classi che hanno partecipato al progetto didattico.

L’obiettivo √® sensibilizzare i bambini sul tema dell’ambiente.

Ore 17:00           Partenza per fare rientro a scuola.

INFORMAZIONI PRATICHE

I preventivi, saranno calcolati sul numero di studenti partecipanti indicato al fine di personalizzare adeguatamente i costi dei pacchetti.

Verrà comunicato il costo complessivo del pacchetto didattico e non la suddivisione a studente del prezzo.

I progetti didattici di una giornata sono comprensivi di: escursione con accompagnatore di media montagna, pranzo al sacco e visite guidate ai Musei.

Costo di trasporto escluso. Val Vestino è raggiungibile esclusivamente con autobus max 30 posti. 

 Per qualsiasi richiesta di preventivo e prenotazione rivolgersi a:

Consorzio Forestale Terra Tra i due Laghi – Ecomuseo della Valvestino

Loc. Cluse ‚Äď 25080 Turano Valvestino (Bs) Tel. 0365. 745007 info@consorzioforestaleterratraiduelaghi.com

Progetto 2 giornate a Val Vestino

GIORNO ATTIVITA’
1¬į giorno ¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 8:30 partenza da scuola con itinerario Idro ‚Äď Capovalle oppure Gargnano ‚Äď Navazzo

·        Ore 9.30/10:00 arrivo e visita al Museo Botanico Don Pietro Porta e punto panoramico San.Rocco a Moerna:

·        Ore 10:30 merenda

·        Ore 10:45 Partenza con pullman per Cima Rest

·        Ore 11:45 arrivo a Cima Rest, pranzo al sacco e sistemazione presso i fienili

·        Ore 14:00 Escursione sul territorio con guida di media montagna

¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 19:00 cena presso Rifugio Malga Corva (pasta al pomodoro/rag√Ļ/in bianco, cotoletta/braciola ai ferri, patatine fritte, acqua)

¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 20:30 attivit√† ‚ÄúGuardando le stelle‚ÄĚ presso l‚ÄôOsservatorio Astronomico

2¬į giorno ¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 9:00 colazione presso Bar ‚ÄúTavagn√Ļ‚ÄĚ (cappuccio/th√®/cioccolato, brioches,‚Ķ)

·        Ore 9:45 Visita al museo etnografico della Valvestino

·        Ore 10:15 partenza

·        Ore 11:45/12:15 orario previsto di rientro alla scuola

Pacchetto 2 giornate comprensivo di accompagnatore di media montagna, pranzo al sacco, cena, pernottamento, colazione e visite ai Musei (trasporto escluso).

Progetto 3 giornate a Val Vestino

GIORNO

ATTIVITA’
1¬į giorno ¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 8:30 partenza da scuola con itinerario Idro ‚Äď Capovalle oppure Gargnano ‚Äď Navazzo

·        Ore 9.30/10:00 arrivo e visita al Museo Botanico Don Pietro Porta e punto panoramico San.Rocco a Moerna:

·        Ore 10:30 merenda

·        Ore 10:45 Partenza con pullman per Cima Rest

·        Ore 11:45 arrivo a Cima Rest, pranzo al sacco e sistemazione presso i fienili

·        Ore 14:00 Visita al museo etnografico della Valvestino ed escursione sul territorio con guida di media montagna

¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 19:00 cena presso Rifugio Malga Corva (pasta al pomodoro/rag√Ļ/in bianco, cotoletta/braciola ai ferri, patatine fritte, acqua)

¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 20:30 attivit√† ‚ÄúGuardando le stelle‚ÄĚ presso l‚ÄôOsservatorio Astronomico

2¬į giorno ¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 9:00 colazione presso Bar ‚ÄúTavagn√Ļ‚ÄĚ (cappuccio/th√®/cioccolato, brioches,‚Ķ) e ritiro pranzo al sacco

·        Ore 9:30 Escursione sul territorio con guida di media montagna verso la Cima del Monte Tombea con pranzo al sacco

·        Ore 18.00 Rientro a Cima Rest

¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 19:00 cena presso Rifugio Malga Corva (pasta al pomodoro/rag√Ļ/in bianco, cotoletta/braciola ai ferri, patatine fritte, acqua)

3¬į giorno ¬∑¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ore 8:30 colazione presso Bar ‚ÄúTavagn√Ļ‚ÄĚ (cappuccio/th√®/cioccolato, brioches,‚Ķ) e ritiro pranzo al sacco

·        Ore 9:15 Partenza verso Persone

·        Ore 10.00 Arrivo a Persone con visita all’ex caseificio sociale

·        Ore 10:20 partenza

·        Ore 11:30/12:00 orario previsto di rientro alla scuola

Pacchetto 3 giornate comprensivo di accompagnatore di media montagna, pranzi al sacco, cene, pernottamenti, colazioni e visite ai Musei (trasporto escluso).

 Per qualsiasi richiesta di preventivo e prenotazione rivolgersi a:

Consorzio Forestale Terra Tra i due Laghi – Ecomuseo della Valvestino

Loc. Cluse ‚Äď 25080 Turano Valvestino (Bs) Tel. 0365. 745007 info@consorzioforestaleterratraiduelaghi.com