Valvestino e le sue frazioni

VALVESTINO E LE SUE FRAZIONI

ITINERARIO: Turano (676 m) – Armo (849 m) – Persone (900 m) – Moerna (992 m) – Turano (676 m)

Tempo di percorrenza: 3,30 h

Dislivello: 360 m.

Percorrenza: Bike e Trekking

Difficoltà: E

Percorso ad anello che parte dalla piazzetta della Madonna Pellegrina a Turano, s’inerpica fino ad Armo, raggiunge Persone ed infine, salendo nel bosco fino a quota 1100 m, conduce ancora a Turano passando per Moerna attraverso le antiche vie.

I paesi della valle sono collocati in modo tale da rendersi solo in rari punti visibili l’uno all’altro: seguire i vecchi tracciati che li collegano permette innanzitutto di godere di vedute insolite degli abitati, impossibili per quanti percorrono le strade di fondovalle. Ma soprattutto raggiungere le case provenendo dal bosco o dai prati rende evidente il rapporto che gli abitanti di questi piccoli aggregati intrattenevano con l’ambiente che li circondava: si riesce ad immaginare l’andirivieni di donne, uomini e bambini, con i loro animali, fra il paese e il bosco, dove si raccoglieva il pattume per la lettiera delle bestie, e la legna per il fuoco, o il lento movimento delle mandrie che tornavano dal pascolo e rientravano seguendo le stesse stradine alle stalle.
Quelle che in un primo momento ci erano sembrate solo scorciatoie rivelano allora la loro identità di veri e propri percorsi, storici proprio per l’uso intenso che tradizionalmente se ne fece ancor prima che per l’epoca lontana in cui furono tracciati Gli antichi percorsi, tuttavia, non si fermavano al paese cui giungevano: lo attraversavano e spesso proseguivano oltre i confini della Valvestino. Moerna, ad esempio, era una tappa sull’antico itinerario che collegava il Garda, partendo da Toscolano e passando per il Molino di Bollone e Turano, alla valle del Chiese, in territorio trentino.
Da Persone si stacca l’antica mulattiera che attraverso la Bocca di Val portava alla valle del Chiese. Nei periodi di guerra questa mulattiera fu utilizzata dagli eserciti che dovevano scendere verso Brescia evitando la sponda occidentale del lago d’Idro, dominata dalla temibile Rocca d’Anfo.